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Cialde di Marsciano

La Cialda è il dolce tipico del Carnevale di Marsciano, probabilmente l'unico dolce carnascialesco che non viene fritto! 

Le cialde sembrano avere un'origine antichissima, ma ancora oggi vengono preparate in occasione dei suggestivi riti che coinvolgono la comunità marscianese in questo periodo (come la fiaccolata della Compagnia del Purgatorio e il rogo del fantoccio Sansimino).
In passato, venivano prodotte nella zona con ferri artigianali di pregio che permettevano la decorazione e la personalizzazione della cialda con fregi, disegni o stemmi araldici. 
I ferri da cialda hanno una tradizione molto antica: affondano le loro radici fin dai tempi dei Greci e dei Romani, ma registrano un vero e proprio sviluppo nel '500 quando nasce la tradizione di possedere e conservare i ferri di famiglia. Le famiglie nobili infatti vi fanno incidere sopra il loro stemma. 
La tradizione locale racconta poi che intorno al 1600 venne istituita la Compagnia del Purgatorio o Signoria del Carnevale, con lo scopo di raccogliere offerte in denaro e in generi alimentari per celebrare le messe in onore alle anime del Purgatorio, a cui si dava il merito di aver difeso Marsciano dall'assedio dei fiorentini. Una parte di quanto raccolto veniva destinata alla preparazione delle cialde che venivano poi distruibuite alla popolazione durante il Carnevale.

I ferri da cialda, presenti dunque per secoli nelle cucine di famiglie e di comunità religiose, fino al secolo scorso erano un immancabile dono nunziale in questo piccolo borgo umbro. Le piastre riportavano le iniziali dei due neosposi, quelle di lei su un lato e quelle di lui sull'altro, cosicché quando la cialda veniva cotta mostrasse il loro "sigillo d'amore".  
Ancora oggi, il procedimento per realizzare le cialde è molto simile a quello di cinquecento anni fa. Nel corso dei secoli gli artigiani marscianesi si sono distinti per l’abilità nel realizzare queste piastre, dal momento che la forgiatura richiede una grande esperienza e una notevole manualità che vanno ben oltre quelle di un comune fabbro. Gli ultimi artigiani hanno quindi deciso di riunirsi in comunità locale chiamata “dei Ferri da Cialda di Marsciano” per salvare i segreti della lavorazione e tramandare alle nuove generazioni gli antichi canoni della forgiatura.

Per ammirarli, due belle collezioni sono conservate nella Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia e al Museo del Vino di Torgiano. 

Ingredienti:
- 700 g di farina
- 200 g di zucchero
- 2 cucchiai di semi di anice
- 2 cucchiai di olio di oliva
- 1 bicchiere di vinsanto o liquore all'anice

Procedimento:
Viene preparato un impasto con olio, zucchero, farina, anice e vinsanto, fino ad ottenere una pastella omogenea e senza grumi. Si mette il ferro* sul fuoco e, una volta ben caldo, vi si versa una cucchiaiata di questo impasto, si tiene 1 o 2 minuti sopra la fiamma e poi si apre il ferro. Prima che si raffreddi, alla cialda appena “liberata” (che porterà impresso tutto il disegno del ferro) viene subito data la forma, piegandola a cono, a cannolo o a forma di cesto. 
Le cialde sono ottime consumate da sole oppure farcite con panna montata, gelato o frutta secca. Delizioso anche l'accostamento con ricotta e cioccolato fuso! 
Si mantengono a lungo conservate in una scatola chiusa ermeticamente.
Abbinamento consigliato: vinsanto umbro.

* Se non si possiede la cialdiera, si può utilizzare un padellino antiaderente, girando la cialda dopo 1 minuto e cuocendola dall’altro lato.

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